Norme per i collaboratori

Per razionalizzare il flusso dei contributi si informano i collaboratori che gli scritti devono essere inviati corretti in forma definitiva seguenti indirizzi e-mail:
pmazziniano@gmail.com
paufrancesca27@gmail.com

Non si restituiscono scritti, né bozze, che vengono riviste redazionalmente.

È consigliabile prendere preventivamente contatto con la direzione prima di inviare un testo, che comunque dovrà essere adeguato ai seguenti criteri redazionali:

Corsivi: nel testo dei saggi il corsivo va usato esclusivamente per i titoli dei libri e per i nomi stranieri.

Virgolette: per le citazioni, sono ad apice doppio (es. “La storia è una disciplina interessante”). Eventuali virgolette interne sono ad apice singolo (es. “La parola ‘politica’ è di difficile definizione”). Le riviste vanno messe tra virgolette a sergente (es. «Ventunesimo Secolo»).

Trattini e spazi: i trattini che racchiudono un inciso vanno preceduti e seguiti da uno spazio. Sono invece senza spazio quando sono trattini di unione.
Non si usano tra la preposizione ex oppure pro e il sostantivo (es. ex fascista; pro secessione). Non si usano nemmeno tra due sostantivi (es. forma partito).
Si cerca di unire le parole composte con anti, extra, post, pre, sopra, e così via
(es. antiparlamentare; postcomunista).

Abbreviazioni:
p. e pp. (e non pag. o pagg.); inoltre: p. 10 e non p.10;
s. e ss. (e non seg. o segg. o sgg.);
cap. e capp.; cit.; cfr.; ecc.; vol. e voll.; n. e nn.; N.d.A. e N.d.T.

Se si cita in una nota consecutiva lo stesso autore, ma un’opera diversa:
Id. (oppure Ead.), Titolo, ecc.
Se si cita lo stesso autore e la stessa opera, ma una pagina diversa: Ivi, p. 12.
Se cita esattamente la stessa pagina (o non sono citate le pagine): Ibidem.
Andranno in corsivo: et al., ibidem, passim, supra, infra.

Sigle:
sono tutte alte (es. PCI; URSS), tranne quelle che, se sciolte, sarebbero basse
(es. pil: prodotto interno lordo; pm: pubblico ministero).

Numeri:
normalmente, si scrivono in lettere se sono minori o uguali a dieci, purché non appartengano a una serie (es. Si astennero i 3 consiglieri comunali del PCI, i 4 del PSI e i 2 del PRI).
Si scrivono sempre a lettere se sono all’inizio di una frase (es. Duecentotredici parlamentari dell’opposizione abbandonarono l’Aula).
Si ammette anche questa grafia: 10 mila uomini; 10 milioni di uomini; 3 miliardi e 400 milioni.
Nelle percentuali, si usano le virgole e il segno % si scioglie in per cento (es. La DC ottenne il 32, 9 per cento).

Discorso diretto e citazioni:
Si usano il maiuscolo iniziale, i due punti e le virgolette ad apice doppio se si riporta una frase di senso compiuto (es. Il Presidente della Repubblica disse: “Tutti i cittadini devono rispettare la legge”).
Quando il discorso è spezzato non si usano i trattini, ma sempre le virgolette (es. “Tutti i cittadini”, disse il Presidente della Repubblica, “devono rispettare la legge”).
Le citazioni all’interno del testo vanno, dunque, aperte e chiuse dalle virgolette ad apice doppio (es. “La storia contemporanea è una disciplina appassionante”).

Le citazioni lunghe vanno inserite in corpo minore, separate dal testo e senza virgolette.
Quando si riporta una citazione eventuali omissis si indicano con […] e mai con … che indicano sospensione. Eventuali aggiunte esplicative dentro una citazione vanno tra parentesi quadre.

Note:
nel testo dei saggi, i numeri di nota devono sempre precedere i segni di interpunzione
(es. “Come nel nostro esempio”.)
Le pubblicazioni periodiche vanno tutte in tondo e fra virgolette a sergente. I nomi di città straniere vanno in lingua originale.

Citazioni di libri:
N. Cognome in maiuscoletto, Titolo, città, casa editrice, anno, p. 10 (oppure pp. 10-12 se le pagine sono consecutive; oppure pp. 10 e 12 se non sono consecutive; oppure pp. 10 e ss. per pagina 10 e seguenti).
I nomi propri degli autori, dunque, si puntano; Ph. (come in Philippe Buton) e Ch. (come in Charles de Gaulle) sono considerati come un’unica consonante.
Inoltre: R. De Felice e non R.De Felice; J.M. Keynes e non J. M. Keynes.

Per opere in più volumi (e eventualmente in più tomi):
N. Cognome, Titolo, città, casa editrice, anno, vol. 1, t. III, p. 10.
Per indicare da quanti volumi è composta un’opera:
N. Cognome, Titolo, 4 voll., città, casa editrice, anno, p. 10.
Se l’opera ha più autori:
N. Cognome, N. Cognome, Titolo, città, casa editrice, anno, p. 10.
Se l’opera ha uno o più curatori:
N. Cognome, N. Cognome (a cura di), Titolo, città, casa editrice, anno.
Non è consentito l’uso di termini stranieri per indicare le curatele (es. eds)
Se si tratta di un saggio in un volume collettaneo:
N. Cognome, Titolo del saggio, in N. Cognome (a cura di), Titolo del volume, città, casa editrice, anno, pp. 81-122.
Analogo è il sistema di citazione se l’autore e il curatore coincidono:
N. Cognome, Titolo del saggio, in Id. (a cura di), Titolo del volume, città, casa editrice, anno, pp. 81-122.
Se si tratta di una donna, Ead. sostituisce Id.

Se si richiama un libro già citato in un’altra nota non contigua, si ripetono il nome dell’autore e il titolo abbreviato, tralasciando le indicazioni bibliografiche, che vengono sostituite con cit.:
N. Cognome, Titolo abbreviato, cit., p. 10.

Citazioni di riviste:
N. Cognome, Titolo articolo, in «Testata», n. 3, 2003, pp. 91-113.
Eliminare tutte le altre informazioni non necessarie.

Citazioni di giornali:
N. Cognome, Titolo articolo, in «Testata», 10 gennaio 2003, p. 10.