La Nascita dell’AMI

Il Risorgimento Italiano fu preparato e determinato dalle associazioni fondate da Giuseppe Mazzini: La Giovine Italia, la Giovine Europa, L`Associazione Nazionale Italiana, il Comitato Nazionale Italiano, il Comitato Democratico Europeo, il Partito d`Azione, l`Alleanza Repubblicana Universale, il Patto di Fratellanza fra le Soc. Operaie, ecc., ecc.
Mazzini irradiò le sue idee in tutta l`Europa lottante per la Democrazia contro l`assetto della Restaurazione; oltre che in Europa, e segnatamente in Inghilterra, ebbe seguaci in America ed a lui si sono più tardi ispirati i migliori campioni della libertà dei popoli di colore: Indiani, Cinesi Indonesiani.
Raggiunta l`Unità, la classe politica formatasi in contrasto con le idee di Giuseppe Mazzini ne ha sempre ostacolato la conoscenza e la diffusione, ed è questa una delle cause per cui il suo apostolato è poco noto: egli è ricordato come promotore dell`unità nazionale, meno come fautore della Repubblica e meno ancora come riformatore sociale.
Il fascismo fu violenza e sopraffazione e, dopo aver distrutto le organizzazioni politiche e cooperative mazziniane, confinò il ricordo di Mazzini nei musei del Risorgimento.
Fortunatamente storici coraggiosi come l`Omodeo, il Salvemini, il Salvatorelli, lo Sforza, Il Tramarollo, A.Colombo, Il Mastellone spinsero innanzi lo studio del pensiero e dell`azione del Mazzini nel suo tempo e la sua proiezione nell`avvenire.
Fedeli seguaci, sovente umili lavoratori, furono sempre pronti ad operare, a costo di persecuzioni, perché l`Italia uscisse dal fascismo non per ritornare nelle condizioni anteriori da cui il fascismo stesso maturò, ma per progredire verso forme sempre più perfette di libertà contemperate da giustizia; soprattutto credettero nell`assoluta priorità dell`insegnamento morale: nessuna riforma, se priva di contenuto etico, è vitale Nel 1943 Nello Meoni, Emesto Re, Achille Magni, Giuseppe Colombo, Giannetto Savorani, Antonio Bandini Buti, Claudio Crescenti, diramarono da Milano un appello:

“nell`ora più tragica che il mondo abbia mai vissuto l`Italia si sta riscattando. Per risorgere dopo vent`anni di dispotismo culminati in una guerra nefanda e crudele, ha bisogno di una luce che la guidi. Questa luce, che non appartiene a Lei sola, ma è patrimonio del mondo intero, non può essere che quella irradiata dal pensiero e dall`azione di Giuseppe Mazzini. Ci sembra perciò necessario dare vita alI `ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA. Il nostro proposito non è di creare una ristretta organizzazione culturale, ma un largo movimento che renda familiari i principi che dovranno ispirare la nuova Giovine Italia, se essa veramente intende riscattarsi e risorgere in un mondo purificato dal dolore e fraternizzato dal lavoro… Intendiamo creare una tribuna dalla quale si cerchi di meglio interpretare e diffondere il pensiero del Maestro… Non vi sarà alcunché di segreto, di rituale: tutto si svolgerà in una solare evidenza di metodi e di intenti”

L`appello trovò convinte adesioni.

La necessità di operare clandestinamente venivano ribadite in una circolare diramata, nel novembre 1943, agli aderenti, molti dei quali militavano nelle formazioni partigiane di montagna e di città. Il 22 giugno 1944 veniva dichiarato:

” L`A.M.I. non è un partito. Accoglie tutti gli italiani che intendono studiare e diffondere il pensiero di Giuseppe Mazzini, la più alta coscienza dell`era moderna. Nel presente momento storico rappresenta un punto di riunione, un sollievo ed un incitamento per quanti temono lo smarrimento di un popolo tanto provato. Nell`avvenire l`A.M.I. sarà la più grande palestra dove, con la verità e con la libertà, tutti gli italiani potranno attendere alla loro rigenerazione morale compromessa dal malcostume imperante …”

Contemporaneamente veniva distribuito “Il Pensiero Mazziniano” organo dell’Associazione Mazziniana Italiana che dichiarava:

“Ritornata la libertà… questo foglio, oggi clandestino, diventerà una rassegna di studi e di lotte di pensiero”..

Esso è riprodotto integralmente nel Pensiero Mazziniano del 25 Aprile 1963.

pm1944

L`A.M.I. fu presente nell`insurrezione del 25 aprile 1945, e il Comitato Nazionale lanciava un manifesto agli italiani dove inneggiava alla riconquistata libertà, dichiarava la profonda riconoscenza versi i realizzatori, un saluto agli alleati, ai patrioti delle montagne che con la loro insurrezione hanno impedito le ultime devastazioni e gli ultimi orrori della guerra.

“L`A.M.I. non è un partito… ma una istituzione di cultura e di diffusione del pensiero mazziniano…”

“L`A.M.I. vuole esercitare un `azione energica e profonda per il risveglio delle menti e delle coscienze e si prefigge: – La diffusione dei principi del Maestro – La soluzione del secolare problema istituzionale con l`avvento della Repubblica – Il raggiungimento dell`unità federale europea – La restaurazione dei valori morali – L`educazione e l`istruzione del popolo – La formazione di una carta fondamentale dei principi morali, politici, sociali ed economici del Socialismo Mazziniano: – Mazzini, prima di altri, s`indirizzò ai lavoratori ed additò ad essi la via dell`emancipazione per mezzo delle libere associazioni, dell`educazione e dell`osservanza della legge del dovere”

Alla campagna per il referendum Repubblica o Monarchia l’A.M.I. partecipò intensamente e con vigore. Il 2 giugno vinse la Repubblica; la Costituente iniziò i suoi lavori; dopo diciotto mesi di discussioni, il 22 dicembre 1947 la Costituzione della Repubblica Italiana veniva approvata con 453 voti contro 62 cioè con l`ottantotto per cento;
il 27 dicembre veniva promulgata, il 1 gennaio 1948 entrava in vigore: lo Statuto Albertino era durato cento anni.

Impegno moderno e dinamismo dell`A.M.I.

L`A.M.I. vuole che ogni comune possegga un ricordo tangibile del movimento popolare che ebbe in Mazzini la sua guida più ispirata. Ma non è questo un motivo sufficiente per la sua esistenza, la società è in rapida quanto radicale trasformazione: nelle strutture politiche, amministrative, sociali ed economiche, come nel costume. Nel gusto, nel linguaggio parlato, figurato, sonoro; chi non sa o peggio, non vuole adeguare il proprio al ritmo di questa rivoluzione è inesorabilmente travolto. “L`A.M.I, non è, precisava nel 1962 un editoriale de Il Pensiero Mazziniano, una versione popolare e partigiana dell`Istituto per la Storia del Risorgimento, né un doppione dell`Istituto mazziniano di Genova o della Domus Mazziniana di Pisa; e soprattutto non è una fabbrica di commemorazioni “.

“L`A.M.I. è un organismo di cultura, ma ancor più di divulgazione, di propaganda,. è, franca dalle preoccupazioni elettorali proprie dei partiti, un organismo di critica anticonformista e di stimolo progressista. Vogliamo, con questo, affermare che bandiremo ogni commemorazione di uomini ed eventi? No: siamo orgogliosi della tradizione repubblicana ed insorgeremo ogni qualvolta la vedremo ignorata o deformata,. siamo fedeli servitori dei principi fondamentali della democrazia che hanno in Giuseppe Mazzini il più ispirato interprete. Ma proprio per questo, in nome dello spirito che vivifica, non ci limitiamo alla bigotta e meccanica ripetizione letterale di formule e parole d`ordine nate nel tumulto delle battaglie di ieri e che minacciano di pietrificarsi se non vengono dinamicamente svolte nella realtà odierna. Commemoreremo,. ma soltanto quando avremo continuato il solco tracciato dai nostri maggiori Uomini moderni -modernissimo fu Mazzini! – non vorremmo in altro tempo essere vissuti: oggi è qui la nostra missione: nelle idee, nei problemi, nei programmi, nel linguaggio di oggi…”.

Mazzini non disperava né diffidava dei giovani: credendo in essi riuscì a trascinarli anche negli anni della tarda maturità. Ed un monito che ad essi rivolgeva, conserva tutta la sua validità: parlava del poeta che venerava e del quale pubblicò gli inediti letterali e politici: “Non ricopiate le idee,. ogni tempo ha le sua e i pochi anni che vi separano dagli ultimi anni di Foscolo segnano il limite fra due età radicalmente diverse. Ma adorate le idee dell`età in cui voi v`apparecchiate a vivere come egli adorava le proprie”.

Questo ribadisce l`art. l dello Statuto:

“L`A.M.I. è un libero sodalizio di cultura, di educazione e di propaganda, indipendente dai partiti politici; si propone lo svolgimento e l`attuazione dei principi morali, politici, giuridici, sociali ed economici e di emancipazione femminile della tradizione repubblicana che in Italia ha avuto la sua più alta e forte espressione in Giuseppe Mazzini ed il compimento dell`unità federale europea nell`ambito dell` organizzazione internazionale, nella prospettiva di una alleanza universale dei Popoli”. 

Azione comune:

Per il raggiungimento dei suoi fini programmatici l`A.M.I. è affiliata al C.N.D.I. (Consiglio Nazionale delle Donne Italiane), al C.I.M.E. (Movimento Europeo), alla Sezione italiana della Lingue Internationale de l`Enseignement, de l`Education et de la Culture Populaire, al Comitato Atlantico Italiano. Collabora con l`Istituto di studi per la storia del Movimento Repubblicano (Roma), con la LIDU -Lega Internazionale per i Diritti dell`Uomo (Milano), con l`AEDE – Association Européenne Des Enseignants (Bruxelles -Roma), con l`UDAI -Unione Democratica Amici di Israele (Milano ),con il M.F.E. – Movimento Federalista Europeo.

Organo di stampa:

L`A.M.I. pubblica regolarmente “Il Pensiero Mazziniano”, trimestrale di politica, storia, cultura.

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