GAZA

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GAZA

Di fronte ai tragici avvenimenti che stanno insanguinando il Medio Oriente e che non possono vederci silenti, come esseri umani, convinta che l’efferatezza dei crimini commessi da Hamas e dalla Jihad, culminati nella strage del 7 ottobre 2023, da noi condannati senza appello, non possa giustificare la logica punitiva di Gaza delenda est, quali che siano le ragioni ideali, politiche o spirituali addotte, consapevole che sia dovere di tutte e tutti noi evitare di inasprire ulteriormente un contesto già pregno di faziosità, rifiutando demonizzazioni e generalizzazioni,

L’Associazione Mazziniana Italiana:

  • condanna la pulizia etnica della Striscia di Gaza e dell’intera Palestina condotta dal governo integralista guidato da Benjamin Nethanyau,
  • ribadisce l’appello al cessate il fuoco, alla liberazione incondizionata degli ostaggi, al rispetto dei diritti umani e all’avvio di trattative di Pace già espressi nel mese di giugno
  • si associa ai documenti di censura delle Nazioni Unite e alle sanzioni proposte dalla Commissione Europea contro i ministri di estrema destra del governo Nethanyau, e chiede al governo italiano di sostenerli in tutte le sedi internazionali;
  • fa appello alle forze politiche e sociali democratiche e a tutte le cittadine e ai cittadini di Israele perché rifiutino la logica suicida di isolamento internazionale imposta dal governo Netanyahu e reagiscano riaffermando il legame tra la difesa della democrazia e dello Stato di diritto e il rifiuto della soluzione militare del conflitto;
  • chiede all’opinione pubblica palestinese, in particolare nella diaspora, di respingere ogni forma di terrorismo;
  • fa propria la dichiarazione congiunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, delle principali organizzazioni islamiche (CICdI, COREIS, UCOII) e della Conferenza Episcopale italiana a respingere le “pericolose generalizzazioni e dannose confusioni tra identità politiche, nazionali e religiose e […] a richiamare alla cautela nello scambio di informazioni e alla pacatezza nei toni e nelle azioni”.

          Nell’ora più buia ci appelliamo alle donne e agli uomini di Israele e Palestina perché, così come seppero fare 80 anni fa i popoli europei usciti dall’immane tragedia di due guerre mondiali, riconoscano nell’altro la comune Umanità, abbandonando l’odio nazionalista e razzista per intraprendere un percorso comune di Pace e Integrazione fondato sulla Libertà e la Democrazia.

Genova, 23.09.25

 La Direzione Nazionale